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04/2020: Liberazione dalle dipendenze – Il Video del Papa

Il problema delle cosiddette “nuove dipendenze” ha una soluzione, ma dobbiamo trovare la strada. Abbiamo bisogno della parola profetica, dell’inventiva umana, di fare molte cose. È il momento di riprendersi dalle dipendenze che ci seducono. Gesù ha detto: “Perché là dov’è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore.” (Mt 6, 21). Se una persona aderisce solo alle cose terrene, prima o poi ne diventa schiavo. Se il cuore aderisce invece a quello che non passa, troviamo noi stessi e saremo liberi. È il momento di fissare lo sguardo su quello che resta.

“Sicuramente avete sentito parlare del dramma delle dipendenze.

E… avete pensato anche alla dipendenza dal gioco, dalla pornografia, da Internet… e ai pericoli dello spazio virtuale?

Basandoci sul “Vangelo della Misericordia” possiamo alleviare, curare e guarire le tante sofferenze legate alle nuove dipendenze.

Preghiamo affinché tutte le persone sotto l’influenza delle dipendenze possano essere ben aiutate e accompagnate.”


Il Video del Papa diffonde ogni mese le intenzioni di preghiera del Santo Padre per le sfide dell’umanità e della missione della Chiesa.

Rete Mondiale di Preghiera del Papa (Apostolato della Preghiera)


Una preghiera per questi giorni di Coronavirus

Dalla rivista statunitense dei gesuti, America. Un suggerimento di preghiera, dalla redattrice Kerry Weber, per questi giorni.


Signore, Gesù Cristo, hai percorso città e villaggi “curando ogni malattia e infermità”.
Al tuo comando, i malati venivano guariti.
Vieni ora in nostro aiuto, nel corso della pandemia da coronavirus,
affinché possiamo sperimentare il tuo amore che guarisce.

Guarisci coloro che sono ammalati per il virus.
Possano riacquistare forza e salute grazie a un’assistenza sanitaria di qualità.
Guariscici dalla nostra paura,
che impedisce alle nazioni di lavorare insieme e ai vicini di aiutarsi reciprocamente.
Guariscici dal nostro orgoglio,che può farci presumere invulnerabilità
rispetto a una malattia che non conosce confini.

Signore, Gesù Cristo,hai percorso città e villaggi “curando ogni malattia e infermità.”
Al tuo comando, i malati venivano guariti.
Vieni ora in nostro aiuto, nel corso della pandemia da coronavirus,
affinché possiamo sperimentare il tuo amore che guarisce.
Signore, Gesù Cristo, guaritore di tutti,
resta al nostro fianco in questo tempo di incertezza e di dolore.

Sii accanto a coloro che ci hanno lasciati a causa del virus.
Possano riposare con te, nella tua pace eterna.
Sii accanto alle famiglie dei malati e delle vittime.
Nella loro preoccupazione e sofferenza, difendili dalla malattia e dalla disperazione.
Possano fare esperienza della tua pace.
Sii accanto ai medici, agli infermieri,
ai ricercatori e a tutti i professionisti della salute che,
correndo rischi per sé, cercano di curare ed aiutare le persone colpite.
Possano conoscere la tua protezione e la tua pace.
Sii accanto ai leader di tutte le nazioni.

Concedi loro lungimiranza per agire con carità e vera sollecitudine per il benessere delle persone che sono chiamati a servire.
Dà loro saggezza per investire in soluzioni a lungo termine,
che aiutino a prepararsi ad eventuali future epidemie o a prevenirle.
Possano essere abitati dalla tua pace,
mentre lavorano insieme, per conseguirla sulla terra.

Che siamo a casa o all’estero, circondati da molte persone
che soffrono per questa malattia o solo da poche,
Signore, Gesù Cristo, resta con noi,
mentre resistiamo e piangiamo,
mentre perseveriamo e ci prepariamo.
Al posto della nostra ansia, donaci la tua pace.
Signore, Gesù Cristo, guariscici.

8 Marzo: Papa Francesco per i dimenticati di Idlib, Siria.

#8marzo per la #Siria Domenica con #PapaFrancesco per i dimenticati di #Idlib all’Angelus o con tv e luce accesa

per ricordare, nella giornata dedicata alle donne, tutte quelle “madri, bambine e anziane che soffrono nel gelo di Idlib” in Siria dove, a causa della guerra, è in corso una gravissima emergenza umanitaria nel silenzio della comunità internazionale. L’unico ad alzare la voce è Papa Francesco.
Si calcola che ormai siano almeno un milione gli esseri umani in fuga ammassati al confine turco, alcune stime parlano di un milione e cinquecentomila, in gran parte bambini.

Leggi l’appello lanciato da numerose associazioni  e dai la tua adesione  L’appello. Con il Papa per i dimenticati di Idlib all’Angelus o con tv e luce accesa
Leggi anche:
1)   8 marzo per Idlib. Io, ebrea, a San Pietro per le vittime e l’Europa
2)   8 marzo per Idlib. Io, musulmano, con il Papa per amore dell’umanità

 

Quaresima 2020: “Suscitare nuova vita nelle comunità”

Quaresima di Fraternitá 2020

“Suscitare nuova vita nelle comunità”

(Papa Francesco, Querida Amazonia, 93)

 

40 giorni ci separano alla Pasqua.

40 giorni per fare silenzio e imparare ad ascoltare.

40 giorni per digiunare da ciò che ci fa male, ci separa da Dio, dagli altri e dal creato.

40 giorni per riscoprire la bellezza della condivisione, per creare fraternità autentiche.

40 giorni da vivere in pienezza come un’opportunità da non farsi scappare.

40 giorni per suscitare nuova vita nelle nostre comunità, dove i laici siano sempre più protagonisti.

Buon cammino!

Buona Quaresima.

don Massimo                                                                           


    
     #Save the Date:

 

– Domenica 22 marzo:
Giornata diocesana di preghiera e sostegno per la missione in Albania.

👉 Vai al link: Giornata diocesana di preghiera e sostegno per la missione in Albania 2020

 

– Martedì 24 marzo:
Giornata di preghiera e digiuno in ricordo dei missionari martiri.

👉 Vai al link: Giornata dei Missionari Martiri 24 marzo 2020

 


Leggi il messaggio di Papa Francesco per la Quaresima 2020

👉 Vai al link del testo completo: Messaggio Papa Francesco per la Quaresima 2020


 

Proposta per i Venerdì di Quaresima:

A Cena con il mondo

Da alcuni anni come CMD abbiamo condiviso una bella iniziativa pensata dal gruppo missionario della parrocchia “S. Giovanni e S. Benedetto” di Pescara per vivere l’astinenza dei venerdì di Quaresima in modo diverso!

La proposta?  Usare come menù delle cene dei 5 venerdì di Quaresima quello di famiglie “povere” dei 5 continenti. Ma non vogliamo svelarvi di piu… di seguito potete scaricare il pdf con alcune varianti (ndr.: lo schema è lo stesso, cambiano solo i segni):


12/02: Papa Francesco, “Querida Amazonia”

 

Vi riportiamo, nel link qui sotto, l’Esortazione Apostolica postsinodale di Papa Francesco, uscita lo scorso 12 febbraio 2020.

Il documento traccia nuovi cammini di evangelizzazione e di cura dell’ambiente e dei poveri. Francesco auspica un nuovo slancio missionario e incoraggia il ruolo dei laici nelle comunità ecclesiali.

 Querida Amazonia – ESORTAZIONE APOSTOLICA POSTSINODALE

“Querida Amazonia”: guarda il video di presentazione dell’esportazione apostolica di #PapaFrancesco

Pubblicato da SIR su Sabato 15 febbraio 2020

 

08 Febbraio: Giornata Mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta delle persone.

Carissimi, sabato 8 febbraio è la Giornata Mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta delle persone.
L’8 febbraio è il giorno in cui si ricorda santa Giuseppina Bakhita, la Suora sudanese che da bambina fece la drammatica esperienza di essere vittima della tratta… Papa
Francesco, durante l’Angelus dell’8 febbraio 2015, ricordandola quel giorno ci ha esortati alla preghiera dicendo:
“possa ognuno di noi sentirsi impegnato ad essere una voce per i nostri fratelli e sorelle, che sono stati umiliati nella loro dignità.”

Riuniamoci tutti nella preghiera, nelle nostre comunità, perché non vengano dimenticate le persone  vittime di umiliazioni, di abusi, sfruttamenti ed altre offese cause di sofferenze e dolore, quelle di cui sentiamo notizie ai telegiornali ma anche, e soprattutto, di quelle persone di cui non sappiamo ma che soffrono e non hanno voce, perché ogni singola preghiera possa essere una piccola, ma importante, luce.

Vi giro, qui sotto nel link, il materiale che mi è arrivato dalla nostra Caritas…

Preghiera Giornata Mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta delle persone

02/2020: Ascoltare le grida dei migranti – il video del Papa (Febbraio 2020)

Non possiamo essere complici silenziosi del fenomeno mafioso che rappresenta la tratta di persone, e men che meno protagonisti, seppur indiretti. Di fronte a chi vive della disgrazia altrui e approfitta della sua disperazione, lavoriamo per superare le disuguaglianze che fanno sì che una persona possa renderne schiava un’altra.

“Spesso i migranti sono vittime del traffico e della tratta di persone.

Tra i vari motivi, ciò avviene a causa della corruzione di coloro che sono disposti a tutto per arricchirsi.

Il denaro dei loro affari, sono affari sporchi, subdoli, è denaro macchiato di sangue.

Non esagero: è denaro macchiato di sangue.

Preghiamo affinché il grido dei fratelli migranti, caduti nelle mani di trafficanti senza scrupoli e vittime della tratta di persone, sia ascoltato e considerato”.

 


Il Video del Papa diffonde ogni mese le intenzioni di preghiera del Santo Padre per le sfide dell’umanità e della missione della Chiesa.

Rete Mondiale di Preghiera del Papa (Apostolato della Preghiera)


 

Il saluto di un amico, Don Felice Tenero

Don Felice torna in Brasile dopo 5 anni di servizio alla missione in Italia al CUM di Verona.
Abbiamo avuto la possibilità di godere della sua amicizia e della sua passione per la missione! Abbiamo ascoltato i suoi racconti sugli anni in Brasile e le sue omelie sui Vangeli che ci hanno sempre stupito. Ci ha promesso che continuerà a mandarmele via mail! L’ultima volta, qualche settimana fa, ci ha aiutato a leggere il SInodo sull’Amazzonia.
Oggi lo salutiamo ringraziandolo per le volte che è venuto a Pescara, perché ci ha sempre arricchito molto… Mai scontato, sempre arguto!
Grazie Felice!
Chissà, magari questa volta verremo noi a trovarti…

Ti abbracciamo
Il CMD di Pescara

Qui di seguito la sua lettera di saluto, vi invitiamo a leggerla ed insieme a farne tesoro.


SOLO OSPITE,

MAI CITTADINO…

 

Zaino in spalla, scarpe leggere ai piedi, panino nella saccoccia… e via lungo le strade del mondo. Beh, non è proprio così. Due valige pronte e un posto in aereo che mi attende. Biglietto solo di andata! Proprio così, me ne torno in terra brasiliana, precisamente nel sertao del Brasile, diocesi di Floresta.

L’avevo lasciata cinque anni fa, richiamato in Italia, per un servizio di formazione a Missio-CUM. In questo Centro Unitario di formazione per la Missione ho avuto la fortuna di incontrare molti uomini e donne innamorate della ‘missione’: preti e laici fidei donum, religiosi e religiose, in partenza o in ritorno, italiani o stranieri provenienti dalle giovani chiese. Cinque anni meravigliosi! Una ricchezza e un’esplosione di vita da far invidia a chiunque. Ora riprendo il cammino della ‘missione’ tra le strade polverose del sertao e la gente semplice del nordest brasiliano.

Che cosa mi spinge a fare questo? Non lo so proprio. Ma una cosa in questi anni ho imparato: lo Spirito del Risorto spinge ogni persona ad essere ‘in missione’, a fare della vita una ‘missione’; e sfida noi cristiani a inventare una chiesa sempre ‘in missione’. Poiché, come affermano i teologi Bevans e Schroeder: “Missione è l’azione dei cristiani che combattono l’ingiustizia e l’oppressione; è fasciare le ferite nella riconciliazione; è la chiesa che annuncia Cristo per la prima volta; è la chiesa che impara da altre vie religiose ed è messa in discussione dalle culture del mondo. La ‘missione’ esiste nei quartieri urbani multiculturali, nei villaggi rurali ghanesi, nelle favelas brasiliane, nelle università europee, nel cyberspazio mondiale. Missione è la chiesa locale che si concentra non sui propri problemi interni, ma sugli esseri umani, fissando altrove la propria attenzione, in un mondo che la chiama e la mette in discussione”. Per questo posso dire, a voce alta, l’invito di Papa Francesco: Io sono una missione.

Intraprendo questo cammino portando nella saccoccia tanto coraggio e un po’ di luce che ci viene dall’esperienza e dalla testimonianza dei primi discepoli e discepole del Risorto. E dalla bisaccia di viandante/missionario traggo pagine vecchie e sempre nuove, sono un po’ sdrucite e unte dal tempo, ma preziose perché indicano la direzione. Ve le ricordo e così, insieme, possiamo lasciarci illuminare.

La prima pagina che leggo è stata scritta da una comunità presente in Asia Minore verso l’anno 100 d.C., era affascinata dall’amore di un Dio che si fa umano:

“La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati»”.

(Giovanni 20,19-22)

Gesù si presenta nel bel mezzo della comunità e saluta i discepoli con l’augurio portatore di vita piena: “Pace a voi”. La sua presenza, con i segni della vittoria impressi sulle mani e nei piedi, è portatrice di speranza e di coraggio. Accogliendo con gioia il suo Signore, la comunità è pronta a ricevere la missione che il proprio Gesù ricevette: “Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi”. E cosa è inviata a fare e testimoniare la comunità? Ce lo dice lo stesso evangelista: “A coloro a cui perdonerete i peccati saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati”. Peccato per Giovanni consiste essenzialmente nell’aderire a quell’ordine e a quel sistema ingiusto che ha portato a uccidere Gesù. Peccato è far parte di questo sistema, che crea morte e distrugge la vita. In questo contesto perdonare i peccati significa aiutare le persone, con gesti di accoglienza e amore, ad uscire dalle catene che imprigionano gli uomini e le donne: violenze, soprusi, ingiustizie, disanimi, economie di morte… È una missione di liberazione, di cura, di guarigione.

Ed ecco il secondo foglio, in esso sono impresse le ultime parole lasciateci dal Maestro, raccolte molto probabilmente da una comunità presente in Antiochia di Siria verso gli anni 80-90 d.C.

“Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo»”.

(Matteo 28,16-20)

È in Galilea il luogo dove il Risorto li attende. È lì che occorre andare per incontrarLo vivo e risuscitato. Galilea delle genti, terra di mezzo, incrocio di popoli e culture. Terra non amata dagli ebrei, per loro è terra pericolosa, terra ricolma di gente impura ed eretica…terra da evitare per non sporcarsi e rendersi impuri dinanzi al Signore Iddio. Ed è proprio lì che Gesù li vuole: dove ci si può sporcare le mani, dove si può essere giudicati male, dove si può piangere per il dolore e le sofferenze di tanti. E vanno lì, sul monte delle fatiche e delle sofferenze. Ci vanno con la certezza di essere dinanzi al Signore, loro compagno di viaggio. Dinanzi a Lui “si prostrano” come per dire: ci siamo, eccoci, siamo pronti a seguirti. E il Vangelo ci ricorda: “Essi, però, dubitano“. Il dubbio ci accompagna sempre. E’ il nostro bagaglio di viaggio. Ci tiene desti, ci permette di non sederci e ci costringe a non installarci nelle nostre sicurezze, torrioni massicci e mura impenetrabili. Ora le ultime parole del Risorto si trasformano in un invito accorato, profondo e stimolante, quasi che il Signore abbia bisogno di noi: “Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli…”. L’andare: verbo fondamentale nella nostra azione di discepoli e discepole. Andate: un imperativo che diventa stile di vita, e cammino di ogni giorno. Noi abbiamo dimenticato ‘l’andate’ e siamo rimasti fermi al ‘venite’. Nelle nostre comunità si sente la mancanza di una pastorale del cammino e dell’incontro. Dobbiamo essere missionari che vanno incontro al mondo, rispondendo alle sue domande ed inquietudini in una maniera dinamica e creativa.

Attenzione, però. Gesù non ha detto: se volete, se avete tempo, andate, ma ha detto: “Andate e fate discepoli tutti i popoli”. Condividere l’esperienza della fede, testimoniare la fede, annunciare il Vangelo è il mandato che il Signore affida a tutta la Chiesa. Dove ci invia Gesù? Non ci sono confini, non ci sono limiti: ci invia ad ogni creatura. Il Vangelo è per tutti e non per alcuni. Non è solo per quelli che ci sembrano più vicini, più ricettivi, più accoglienti. E’ per tutti. Non lasciamoci avvolgere dalla paura di andare e portare Cristo in ogni ambiente, fino alle periferie esistenziali, anche a chi sembra più lontano, più indifferente. Il Signore cerca tutti, vuole che tutti sentano il calore della sua misericordia e del suo amore. Occorre tornare all’annuncio di Gesù, riscoprire il suo amore, la sua compassione, il suo sguardo, i suoi gesti, il suo modo di trattare le persone. Lo stile di Gesù ci dice che il centro dell’amore missionario sta nell’altro che deve crescere e raggiungere la pienezza di vita.

Rinnovare la scelta preferenziale per i poveri, impegnarsi per profonde trasformazioni sociali, difendere e promuovere i diritti umani e salvaguardare il creato sono inviti concreti. Costruire e sostenere la formazione di piccole comunità attorno alla Parola di Dio, creare nuovi ministeri, promuovere il dialogo tra le culture, formare, capacitare e includere i laici nell’azione pastorale della chiesa, dando loro maggior partecipazione nell’azione missionaria, sono piste da percorrere con dinamismo e coraggio.

Possiamo farcela? Dubitiamo? Siamo perplessi? E’ proprio questo che Gesù ci chiede? Domande, dubbi, esitazioni ci abitano e abitano le nostre comunità. Ma una Parola ci rasserena, Lui ce la sussurra all’orecchio e la deposita nel nostro cuore: “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo…”. Il Dio di Gesù, che esige giustizia e ci spinge a umanizzare il mondo, è anche il Dio gratuito che irrompe come dono nelle nostre vite. E’ la gratuità che viene e domanda attenzione, ringraziamento, speranza, cuore aperto e disponibile.

Rimetto le vecchie pagine ingiallite nello zaino e riprendo il cammino della ‘missione’; vi saluto e vi abbraccio ricordando le parole del filosofo Hermann Hesse:

Per me è meglio cercare e mai trovare che legarmi, caldo e stretto a quanto mi è accanto, perché anche nel bene, su questa terra sono solo ospite, mai cittadino.”

Felice Tenero, presbitero ‘fidei donum’.

Film da non perdere

Ecco, di solito in questa pagina segnaliamo film da vedere al cinema a Pescara, film non molto pubblicizzati che però valgono il biglietto!
Ora vista la situazione d’emergenza che stiamo vivendo, quindi la chiusura delle sale cinematografiche, inseriremo man a mano una lista di film interessanti, a tema missionario o sociale, che potete comodamente reperire in casa online sulle varie piattaforme che il web offre, alcuni anche su YouTube!
Cliccando sull’immagine “Film dal Mondo” trovate la lista di alcuni film suddivisi per continenti;  cliccando invece su “Film online”  trovate la lista di alcuni film interessanti che si trovano sulle piattaforme streaming più gettonate (Netflix, Prime Video ecc..)
Un modo in più per passare questo tempo, per riflettere, per ridere, un modo in più per restare a casa.
Insomma restiamo a casa e vediamoci i film suggeriti dal CMD!

 



Elenco dei film, proiettati nei cinema di Pescara, consigliati dal CMD (2019-20)

 

  • Alla mia piccola Sama – For Sama (GB, 2019) di Waad Al-Khateab – Trailer
  • Jo Jo Rabbit (Ger 2019) di Taika Waikiki –Trailer (1 Premio Oscar)
  • Sorry We Missed You (GB/Fra/Bel, 2019) di Ken Loach – Trailer
  • The Farewell – Una bugia buona (USA/Cina, 2019) di Lulu Wang – Trailer (1 Golden Globes, 2 Spirit Awards)
  • Parasite (Corea del Sud, 2019) di Bong Joon Ho – Trailer (3 Premi Oscar, Cannes, 1 Golden Globes)
  • Tolo Tolo (Ita, 2019) di Checco Zalone – Trailer
  • Qualcosa di meraviglioso (Fra 2019) di Pierre-Francois Martin-Laval – Trailer
  • Mio fratello rincorre i dinosauri (Ita 2019) di Stefano Cipani – Trailer
  • Solo cose belle (Ita, 2019) di Kristian Gianfreda – Trailer
  • Torna a casa, Jimi (Cipro, 2019) di Mario Piperides – Trailer
  • Cafarnao – Caos e miracoli (Libano/USA, 2018) di Nadine Labaki – Trailer (Cannes)

 

26 Gennaio – Giornata mondiale dei malati di lebbra 2020

Il 26 gennaio 2020 si celebrerà in tutta Italia la 67esima GIORNATA MONDIALE DEI MALATI DI LEBBRA, organizzata da AIFO, Associazione italiana amici di Raoul Follereau, che sarà presente in numerosissime piazze d’Italia.

Qui di seguito troverete maggiori informazioni:

67esima GIORNATA MONDIALE DEI MALATI DI LEBBRA

Miele della Solidarietà
Domenica 26 gennaio 2020 migliaia di volontari AIFO offriranno nelle piazze italiane il “Miele della
solidarietà”, il cui ricavato finanzierà i progetti sanitari di AIFO nel mondo. I vasetti del miele, il
riso basmati ed i sacchetti di iuta che li contengono provengono dal circuito del commercio equo
e solidale. Con questa scelta l’AIFO intende confermare il suo impegno nella creazione di rapporti
basati sulla giustizia e sulla solidarietà.

GML 2020 AIFO stato della Lebbra Un dossier di AIFO sullo stato della lebbra